Attività Settembre 2021

I dividendi percepiti questo mese ammontano a 559,39 euro.

Acquisti:
n.50 SPH incremento
n.80 TWO incremento
n.104 IVR incremento
n.120 MRCC incremento
n.50 MATW incremento
n.10 VFC incremento
n.50 SJI incremento
n.14 PB incremento
n.15 ATO nuova entrata
n.30 NUS nuova entrata
n.35 OHI nuova entrata

Vendite: /

P.A.C.

Questo è l’ennesimo articolo sui PAC (sulla rete ne troverete millemila) ma, come mio solito, sarà un articolo basato sulla semplicità di comprensione e attuazione.
Quindi, per puro spirito di sacrificio e per l’alto obiettivo accademico, mi cimento nel fare un piccolo ragionamento avendo come obiettivo quello di costruire un PAC di lungo periodo.
Qui di seguito alcune premesse e puntualizzazioni:
– restando fedele all’asset principale (e anche unico) di questo blog, direi che il settore azionario è quello che fà al caso mio e che mi interessa.
– nell’ambito azionario, a questo punto devo individuare una ripartizione geografica. Una copertura “All World” mi sembra il minimo, mentre prendere in considerazione anche un “USA” a titolo di confronto non mi sembra malvagio.
– contrariamente a quello che faccio di solito per il portafoglio del blog, adesso ricerco espressamente degli ETF armonizzati (UCITS) in modo da non avere sicuramente problemi o grattacapi a livello fiscale.
– essendo un investimento di lungo periodo e non ricercando la rendita andrò a preferire ETF ad accumulazione.

Quindi, banalmente, mi sono messo a cercare su JustETF e ho trovato la lista delle due categorie MSCI World e S&P500.
Come prima scrematura ho scelto i due ETF con AUM maggiore perchè, solitamente, maggiore è la dimensione del fondo e maggiore è la liquidità: questa, nei momenti difficili farà la differenza.
Fatte queste piccole premesse, ho deciso di scegliere due ETF della stessa casa:
SWDA (IE00B4L5Y983)
CSSPX (IE00B5BMR087)
Due ETF famosi, classici, e presenti su Borsa Italiana.
Inizio col dire che questi ETF sono direttamente confrontabili perchè entrambi sono denominati in dollari, hanno circa lo stesso AUM (valore totale), sono ad accumulazione dei proventi e a replica fisica: insomma sembrano gemelli.

graf5anni

Le performance dei due ETF però non mi sembrano affatto uguali: vediamo in cosa differiscono.

tabellajust

Dalla tabella possiamo vedere che la differenza di performance a 5 anni è di circa il 20%, mentre la differenza di volatilità è di circa il 3,4%. Da questi due dati posso dedurre che per ogni punto percentuale in più di volatilità che sono disposto a sopportare, posso avere in premio quasi un 6% di performance.

La differenza di performance la possiamo apprezzare meglio sul lungo periodo…

graf-max

Ricapitolando: essendo un PAC destinato al lungo periodo (altrimenti il PAC non avrebbe senso) e avendo visto che la volatilità mi aiuta nell’ottenere risultati migliori, direi che l’ETF sull’S&P500 sarebbe da preferire. Oltretutto la maggiore volatilità mi rende più facile e probabile l’abbassamento del PMC (prezzo medio di carico).

I più attenti avranno notato che mi sono dimenticato di qualcosa…
In realtà non me li sono dimenticati ma li ho volutamente lasciati per ultimi.
I costi (TER).
La differenza è così notevole che CSSPX vince a mani basse.

Vi faccio anche sommessamente notare che in SWDA, i mercati americani pesano per oltre il 67%, il resto del mondo sono briciole…

Comunque state tranquilli, dopo tutto quello che ho scritto, non vuol dire che domani inizio un PAC: non si sa mai cosa ci riserva il futuro, pertanto è meglio avere già le idee chiare e farsi trovare preparati.

A presto.

PS. Lo so avrei potuto scegliere altri centinaia di ETF (migliori o peggiori), ma a me piace la semplicità. 🙂

Attività Luglio 2021

I dividendi percepiti questo mese ammontano a 546,70 euro.
AMH-E e’ stata rimborsata.

Acquisti:
n.130 FULT nuova entrata
n.70 HBAN nuova entrata
n.6 RGA incremento
n.50 WHF incremento
n.25 WBA incremento
n.15 NWE nuova entrata
n.15 CFR nuova entrata
n.30 NWN nuova entrata
n.90 PBCT nuova entrata
n.60 DX nuova entrata
n.80 FHN nuova entrata
n.70 EPD nuova entrata
n.100 OCCI nuova entrata
n.50 SJI nuova entrata
n.40 LCNB nuova entrata

Vendite: /

Il mio benchmark

Il benchmark…  il benchmark…
oramai nessuno può vivere senza un benchmark, un riferimento, un confronto.

I più attenti, o informati, sanno che chiunque abbia ambizione di investire o di speculare (speculare non è una brutta parola, vuol dire sfruttare delle occasioni, ma col tempo ha assunto un’accezione negativa) deve confrontarsi con un benchmark: questo convincimento, di per sé giusto, col passare degli anni è diventato un’ossessione per molti.
Il benchmark è una chimera , un sacro Graal, un miraggio, la fonte dell’eterna giovinezza…
Intendiamoci, avere un punto di riferimento per valutare le proprie prestazioni finanziarie è buono e doveroso (se vogliamo) ma non deve diventare, come accennato precedentemente, un’ossessione. Se un investitore realizza dei profitti è già sulla buona strada e confrontarsi con un benchmark può essere di stimolo a fare meglio, ma ciò non deve diventare un assillo perché, per poter magari avvicinarsi alle performance del benchmark, potrebbe intraprendere delle azioni che lo potrebbero portare alla rovina, soprattutto se si superano i propri limiti di conoscenza o di investimento.
Dal punto di vista di un “creatore” e/o venditore di prodotti finanziari, il benchmark è uno strumento molto malleabile che, se scelto con accuratezza, tende ad evidenziare le caratteristiche positive dei propri prodotti. Nonostante tutta la buona volontà però ogni tanto si verifica una cosa molto curiosa: potrebbe succedere un miracolo, se il prodotto va malino gli viene cambiato il nome, il benchmark viene sostituito con uno meno competitivo et voilà il prodotto è pronto per una nuova entrata sul mercato…

Ok, tutte belle parole e una bella teoria, ma quale benchmark bisogna prendere a riferimento?
Dal mio punto di vista, dal momento che investo solo sul mercato azionario, l’unico benchmark sensato da prendere in considerazione è l’S&P500, l’indice americano per eccellenza: “IL” mercato.

Ottimo, abbiamo una base di partenza!

Adesso sgombrate la mente da tutto quello che avete letto fino ad ora perchè voglio confessarvi che il mio benchmark, in realtà… non esiste!
Proprio così, non me ne frega nulla di confrontarmi con il mercato. La mia idea di investimento e di conseguenza il mio portafoglio sono incentrati sulla rendita da dividendi, pertanto la performance del capitale impiegato non mi interessa particolarmente: è vero che farà sicuramente più piacere vedere un saldo a +20% piuttosto che a -50%, ma non è questo l’obiettivo primario.
Il consiglio che posso darvi è quello di restare concentrati sul vostro obiettivo, ogni tanto confrontatevi con i risultati del mercato (se volete), ma rimanete focalizzati sul vostro obiettivo principale, tutto il resto non conta.

Morale della favola.
Se volete iniziare ad investire o guadagnare dei soldi sui mercati, prendetevi tutto il tempo necessario per studiare e per stabilire i vostri obiettivi. Una volta stabiliti gli obiettivi e la strategia per ottenerli, seguite con la massima dedizione e in maniera rigorosa lo stile di investimento che avete scelto: non mettetevi a cambiare strategia in base al guru del momento perché il fallimento è dietro l’angolo.
Tempo fa lessi questa frase: “Il benchmark è un utile passatempo per chi non sa cosa fare, non sa cosa vuole e non sa che strategia ha adottato.”, parole sante!

Ed infine, se siete ossessionati dal benchmark, il mio consiglio finale è: investiteci sopra, così dormirete sonni tranquilli (il benchmark non potrà mai fare peggio del benchmark!).

A presto.

Portafoglio ALERT

Ho creato un simpaticissimo ed utilissimo foglio di lavoro su Google Sheets.
Questo foglio permette di vedere a colpo d’occhio se ci sono le condizioni per considerare un eventuale acquisto su un determinato titolo.
Ho cercato di automatizzare il più possibile (gli aggiornamenti avvengono in tempo reale).

Nel foglio “lista” vengono inseriti i Ticker dei titoli in portafoglio, noterete che alcune colonne dove risiedono dati e formule sono state nascoste in modo da non avere distrazioni.

Nel foglio “ALERT” dobbiamo impostare un limite di acquisto (in percentuale) e impostare anche i giorni per il calcolo del prezzo medio.

E’ tutto.

Se un titolo vi dovesse offrire uno sconto inaspettato con questo foglio si farà sicuramente notare.

Per ottenere una copia del file dovete aprire il LINK ,  successivamente ‘File’ > ‘Crea una copia’ e salvarla sul vostro Google Drive.

A presto.